La diplomazia culturale italiana per il ritorno dei beni in esilio. Storia, attualità e future prospettive

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Dopo il congresso di Vienna gli Stati italiani riuscirono a recuperare in Francia numerosi beni trafugati. Nasceva così la diplomazia culturale italiana. La razzia continuò fino ai giorni nostri: straordinari capolavori hanno lasciato il nostro Paese attraverso traffici di ogni genere. L'Italia è infine riuscita a definire un'efficace strategia per il recupero dei beni in esilio. Il MIBACT e l'Avvocatura dello Stato hanno organizzato trattative con importanti musei americani, accompagnandole con i risultati delle indagini giudiziarie e con relazioni scientifiche elaborate da noti studiosi. La diplomazia culturale è stata determinante per l'avvio di importanti collaborazioni con le istituzioni museali straniere, anche attraverso prestiti a lungo termine di eccezionali opere d'arte. L'opinione pubblica ha compreso l'importanza del ritorno dei beni ai contesti originari e della lotta alle acquisizioni indiscriminate. Il futuro riserva ancora incognite: collezionisti, mercanti e musei internazionali cercano di opporsi alle richieste italiane. La diplomazia culturale per il recupero delle opere d'arte riveste un ruolo fondamentale per la tutela della nostra identità nazionale.

9788894855883
50 Articoli

Scheda tecnica

ISBN
9788894855883
Autore
Stefano Alessandrini
Collana
Quaderni del Master TPC
Anno
2018
Numero di pagine
210
Tipo di copertina
Flessibile

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